Il sodalizio lavorativo con Kubrick continua anche con il film Barry Lyndon, che le fa vincere nel 1976 il suo primo Oscar. La realizzazione degli abiti di Barry Lyndon non è stata affatto facile. Insieme alla costumista svedese Ulla-Britt Soderlund, la Canonero -insoddisfatta degli abiti in stile settecentesco che trovava nella case di moda- ideò e realizzò tutti i costumi presenti nel film, parrucche comprese.
Successivamente Kubrick la ingaggia per i costumi del film Shining, ma la seconda statuetta arriva nel 1982 con il film Momenti di gloria di Hugh Hudson.
Viene nominata altre cinque volte agli Oscar grazie ai film La mia Africa, Dick Tracy, Tucker - Un uomo e il suo sogno, Titus e L'intrigo della collana.
Nel 2006 si aggiudica il suo terzo Oscar con Marie Antoinette di Sofia Coppola. Per il film, la Canonero si è orientata su abiti dalle colorazioni pastello per identificare la giovinezza e la spensieratezza della futura regina e del suo entourage, mentre colori più vivaci sono stati usati per gli abiti di Louis XV, Madame Du Barry e di quel gruppo di nobili che ormai rappresentava un'era passata destinata al tramonto con la morte del re.
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Grand Budapest Hotel[/caption]
Tra i tanti lavori internazionali della Canonero troviamo anche una pellicola italiana, si tratta de I Viceré di Roberto Faenza, ma anche grandi registi come Francis Ford Coppola, Sydney Pollack e Roman Polański.
Nel 2015 è l'unica italiana ad essere candidata agli Academy Awards e il suo lavoro per Grand Budapest Hotel viene premiato con il quarto Oscar che la consacra, ancora una volta, come una delle più grandi costumiste al mondo.
Viviana Guglielmino